Il progetto
Zecche? Non ci sono zecche qui, vero?
Ma se si stanno nascondendo? Forse dovremmo controllare? C'è qualcosa da scoprire...
Questo è esattamente ciò che molti di noi pensano. Ma ci sbagliamo di grosso. Tutti noi che abbiamo un gatto o un cane in casa possiamo tirare fuori le pinzette per le zecche sempre più presto. Anche in zone dove prima non c’erano.
Nel periodo 2009-2012, l’infettivologo Dr. Gernot Walder ha condotto la prima indagine completa sulla distribuzione delle zecche e degli agenti patogeni che trasmettono nella regione europea del Tirolo, nell’ambito del progetto VEIT Interreg, con l’aiuto di cacciatori e forestali.
Tuttavia, l’attività delle zecche è ancora poco registrata. Dopo le zanzare, sono i parassiti più comuni nella regione alpina e, tra tutti, sono quelli che trasmettono più frequentemente le malattie. Non sappiamo se sono attive, in quali aree e in che misura. Questo rende difficile la prevenzione.
L'obiettivo
Tuttavia, quasi nessuno conosce l’attività delle zecche meglio dei cacciatori: le trovano sulla selvaggina cacciata, sui cani da caccia e sono essi stessi tra i principali gruppi a rischio di punture di zecca.
Per questo motivo, il dott. Gernot Walder di Außervillgraten (Tirolo orientale), il Consiglio della Caccia del Sudtirolo, un gruppo di veterinari (ULLS1) di Belluno e l’Associazione Cacciatori del Tirolo si sono posti l’obiettivo di monitorare in maniera capillare l’attività delle zecche nella provincia di Belluno, nella Val Pusteria sudtirolese (provincia di Bolzano) e nel Tirolo orientale – dal 01.01.2026 l’area è stata estesa a tutto il Sudtirolo e al Nordtirolo – e di realizzare un sistema di monitoraggio adeguato.
Se il progetto avrà successo, potrà ancora essere esteso ad altre aree.
L’obiettivo di questo progetto è raccogliere dati a lungo termine e riproducibili sull’attività delle zecche per sviluppare modelli di previsione, riconoscere rapidamente l’introduzione di nuove specie e registrare le distribuzioni geografiche.
L'applicazione è ovviamente gratuita e non è personale, cioè ci si registra con il proprio numero di cellulare su una homepage.
La realizzazione
L’obiettivo del progetto può solo essere raggiunto se il maggior numero possibile di cacciatori e cacciatrici, persone interessate, appassionati di sport alpini e agricoltori rilevano la presenza di zecche sulla selvaggina abbattuta, sui propri cani o gatti oppure su sé stessi e se inseriscono questi dati, tramite l’app, in una banca dati comune.
Vengono registrati e trasmessi i seguenti dati:
- il numero di zecche trovate
- posizione GPS del ritrovamento della zecca
- Specie (della selvaggina/cane/
gatto/umano)
I dati raccolti costituiscono la base per la ricerca e il monitoraggio.
Successivamente, i partecipanti avranno accesso alle informazioni sul progetto e potranno osservare direttamente l’attività delle zecche nelle regioni monitorate.
Ai cacciatori e alle cacciatrici, agli agricoltori, alle persone interessate e agli appassionati di sport alpini che desiderano partecipare al progetto verrà offerta un’adeguata formazione.
La formazione sarà disponibile sia in presenza sia online tramite l’ Associazione Cacciatori dell’Alto Adige o l’ Associazione Cacciatori del Tirolo.
La partecipazione dei guardiacaccia dell’Alto Adige e dei capi-pascolo del Tirolo sarebbe particolarmente preziosa, poiché essi hanno la migliore conoscenza della situazione della selvaggina e sono spesso punti di riferimento per i cacciatori locali.